Giuseppe Medile

“Molte delle nostre scelte di vita sarebbero state differenti se avessimo incontrato la cultura nei nostri sogni”

Estradato dal Brasile, fui portato nella Casa di Reclusione di Rebibbia. Dovevo scontare una pena di circa dieci anni. Non mi ero mai approcciato alla cultura, pensavo che non mi avrebbe dato niente di cui non sapessi e, per curiosità, dato che tempo ne avevo da vendere, conobbi per caso la professoressa di Tecnica aziendale.

 

Lei forse vide in me una predisposizione allo studio e mi spronò a intraprendere le lezioni, che nel tempo mi fecero conseguire il diploma di Operatore Turistico, fino al raggiungimento della maturità, ed ora sono iscritto all’Università la Sapienza, per conseguire la laurea in Psicologia.

 

La forza della cultura è diventata per me l’arma che mi ha aiutato e tutt’ora mi aiuta a diventare un uomo migliore e la mia mentore mi ha insegnato che senza la cultura si resterà per sempre “nudi” della conoscenza e della comprensione del senso della nostra esistenza.Mi pento di non averla incontrata prima, di sicuro la mia vita, avrebbe avuto un percorso differente.

 

La cultura in carcere apre orizzonti nascosti e proietta in un futuro migliore, con essa è come leggere un libro che non finisce mai, perché per quanto possiamo acquisire dal “sapere”, questo non basterà mai a saziare la curiosità. Molte delle nostre scelte di vita sarebbero state senza alcun dubbio differenti se avessimo incontrato la cultura nei nostri sogni. Grazie ad essa, molti di noi hanno dato un senso alla propria esistenza e probabilmente mai avrebbero conseguito un livello culturale così importante, se non avessero colto le varie opportunità offerte.