Wilma Greco

“Speciale è la persona che accoglie le paure degli altri e le trasforma in coraggio”

“Cara Prof,”così comincia la lettera che mi hai dato qualche giorno fa, dopo averti incontrato nel rinomato locale dove lavori come executive chef. Ti avevo parlato di questo concorso e hai voluto incontrarmi, deliziando il mio palato con i tuoi piatti.
Il gestore del ristorante mi ha detto che sei una persona speciale e tu hai subito ribattuto che speciale è la persona che accoglie le paure degli altri e le trasforma in coraggio: hai fatto riferimento a me e a qualche altro prof che hai incontrato nei tre anni e mezzo di reclusione a Petrusa.

 

Cominci il racconto dicendo che al momento dell’arresto ti sei sentito “un uomo distrutto”, di esserti iscritto a scuola perché era l’unica attività trattamentale proposta. Tu sapevi già cucinare, ma da questo percorso hai attinto le conoscenze teoriche che ti mancavano e gli “strumenti per analizzare il passato, fronteggiare il presente e sognare il futuro”.

 

Mi chiedi il significato di “resilienza”; ti spiego che questo termine, nato in ambiente tecnico-edilizio, riguarda le proprietà che hanno alcuni materiali di riprendere la loro forma dopo essere stati compressi e deformati. Nella tua lettera, mi dici che “resilienza non è quindi solo capacità di resistere, ma anche di ricostruire il proprio percorso di vita, trovando una nuova chiave di lettura di sé, della società, dello Stato, dei valori morali. È resiliente, pertanto, chi è disposto al cambiamento, chi è disposto a pensare di avere in qualche modo sbagliato e si dà la possibilità di correggere la propria rotta e generare nuove possibilità, per se stesso, il proprio figlio, i propri cari e il tessuto sociale in cui è immerso.”

 

“In carcere ho imparato l’importanza dell’istruzione e della formazione, ho imparato la pazienza, ho imparato a contare fino a 10. A lei cara prof, dedico il mio sentirmi una persona nuova e i miei prossimi obiettivi: il diploma di stato e la stella di chef”.